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Predatori d'Italia

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Trota Marmorata

Regno: Animalia
Phylum: Chordata
Classe: Actinopterygii
Ordine: Salmoniformes
Famiglia: Salmonidae
Genere: Salmo
Specie: S. trutta
Sottospecie: S. t. marmoratus
Nomenclatura trinomiale
Salmo trutta marmoratus


Habitat

Si tratta di una semispecie del gruppo della trota europea (Salmo trutta) insieme a Salmo trutta trutta (trota fario) e Salmo trutta macrostigma (trota macrostigma o sarda). La trota marmorata é caratteristica ed esclusiva dei bacini fluviali adriatici sud alpini. Il suo areale di diffusione é infatti limitato ai corsi d'acqua che sfociano nel mare Adriatico e drenano il versante meridionale delle Alpi. E’ una specie endemica che vive nel corso medio fiumi del Veneto, in particolare della zona a temolo e a barbo, sopratutto dove le rapide del fiume sono più violente.


Caratteristiche

Le caratteristiche più evidenti della trota marmorata riguardano la taglia e la livrea. Questo pesce può raggiungere dimensioni ragguardevoli, l'esemplare più grande mai catturato pesava poco meno di 25 Kg. La livrea della trota marmorata é caratterizzata da un'alternanza di macchie chiare e scure, irregolari e spesso fuse fra loro, che formano un disegno intricato definito "marmorizzatura", da cui deriva il nome comune dell'animale. Essa risulta comunque fortemente influenzata dall'ambiente in cui vive l'esemplare in considerazione e dal periodo dell'anno. Si osservano infatti esemplari con striature di un grigio chiarissimo quasi bianco come di un marrone scuro quasi nero. Ogni fiume pare conservare un ceppo con caratteristiche morfologiche e di livrea leggermente diverse, anche se non scientificamente significative.

 

 

Riproduzione
Si riproduce in novembre e dicembre. La trota marmorata risente della massiccia presenza della trota fario, che viene copiosamente immessa nei fiumi, poiché si realizzano fenomeni d’incrocio tra le due specie, originando, così, degli ibridi con caratteristiche intermedie che minacciano l’integrità genetica della trota marmorata.
Gli ibridi risultanti sono fertili. La livrea dell'ibrido ad una prima analisi risulta del tutto simile a quella della marmorata, salvo una più o meno marcata puntinatura rosso/arancio di piccole dimensioni, ed una separazione delle striature (marmoreggiature) simile ad una grossolana maculatura, sugli opercoli branchiali. Morfologicamente parlando il cranio si arrotonda, le dimensioni dell'occhio diminuiscono, così come le dimensioni delle pinne, e il corpo risulta nell'insieme meno affilato, tendendo ad assomigliare più alla fario.
L'ibridazione una volta avvenuta, può mitigarsi con incroci con altre marmorate, evento non raro per la condivisione delle zone di frega, in generazioni successive. Ciò da origine a esemplari con le caratteristiche di ibridazione molto poco marcate, difficilmente identificabili se non da occhio esperto.
La marmorata è allevata in cattività con successo solo da pochissimo tempo, con difficoltà ed in pochissimi centri, ciò ne causa un limitato interesse economico.
La maturità sessuale viene raggiunta al terzo anno dalle femmine ed al secondo - terzo anno da parte dei maschi. La riproduzione avviene nel tardo autunno. Nel torrente Pellice la riproduzione si completa nel mese di novembre (Alessio et al., 1990). Durante questo periodo i riproduttori effettuano micromigrazioni alla ricerca di zone con corrente medio - veloce (40 - 80 cm/s) e profondità compresa tra i 20 ed i 40 cm. con substrato ciottoloso (Forneris et al., 1996). Individuato il luogo idoneo la femmina inizia la preparazione del nido, scavando con colpi di coda una buca sul fondo del corso d'acqua. Ad avvenuta deposizione e fecondazione la buca viene ricoperta con ciottoli e ghiaia. L'incubazione delle uova fecondate, fino alla fuoriuscita dell'avannotto, ha una durata di 420 - 450 gradi giorno (Forneris, 1989). Il completo riassorbimento del sacco vitellino avviene in circa 15 giorni. I dati bibliografici disponibili sull'alimentazione riguardano le abitudini alimentari a partire dallo stadio di trotella (6 - 9 cm). Lo spettro trofico delle fasi giovanili è prevalentemente basato sulla predazione di larve di insetti, crostacei ed anellidi ed occasionalmente piccoli pesci. In esemplari allevati in cattività la tendenza all'ittiofagia si manifesta già alla taglia di 4 - 5 cm. Allo stadio adulto mostra spiccate tendenze ittiofaghe, sempre più accentuate con l'aumentare della taglia.

 

Attualmente la Trota Marmorata è oggetto di progetti di tutela.



MINIMAMENTE

Sassifraghe ombrose le nostre anime, avvolte in un involucro alimentare

 

 

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