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Predatori d'Italia

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Luccio (Esox lucius)

Regno: Animalia
Phylum: Chordata
Classe: Actinopterygii
Sottoclasse: Protacanthopterygii
Ordine: Esociformes
Famiglia: Esocidae
Genere: Esox
Specie: E. lucius
Nomenclatura binomiale
Esox lucius

Habitat
Il luccio è diffuso in acque planiziali stagnanti o a lento decorso, con fondo ciottoloso, sabbioso o fangoso e ricche di vegetazione acquatica. Ambienti frequentati sono pertanto fiumi di pianura, lanche, canali, laghi e stagni con acqua limpida o moderatamente torbide, purché con abbondante vegetazione sommersa. E' frequente nelle acque di risorgiva dove può formare popolazioni abbondanti e ben strutturate. Talora è rinvenibile nei tratti pedemontani dei corsi d'acqua alpini, spingendosi nelle zone ittiche "a trota marmorata e temolo".



Caratteristiche
Il luccio ha un corpo affusolato, cilindrico, compresso lateralmente; può raggiungere e superare anche il metro di lunghezza e i 10 Kg di peso, per cui è considerato il gigante delle nostre acque. E’ anche un pesce molto longevo, in quanto può vivere fino a 20 anni o più. Il muso è allungato e appiattito e termina con una forma a becco d’anatra. La bocca è ampia, la mascella prominente. Da buon predatore carnivoro ha una dentatura molto sviluppata che dimostra la sua versatilità nella caccia ai pesci. La colorazione del corpo gli permette di mimetizzarsi con l’ambiente. La pinna dorsale è molto arretrata e assieme alla pinna anale e alla coda consentono all’animale di sviluppare una notevole propulsione: dal nascondiglio, dove per ore rimane fermo in agguato, scatta repentinamente per attaccare le sue vittime e azzannarle con una forza tale che difficilmente qualcuna riesce a liberarsi. Da giovane vive nelle zone calme ed erbose in prossimità di piccole foci, di canaletti e si nutre di vermi, larve, insetti e piccoli pesci. Da adulto divora per lo più pesci malati o deboli, per cui è considerato importante nella selezione naturale per il fatto che consente la sopravvivenza solo ai più resistenti e forti. Con la sua tecnica di caccia niente di quanto azzanna con l’enorme bocca si salva dalla sua predazione. Oltre a pesci può raramente divorare anche topi, salamandre, bisce e qualche uccello acquatico. Da tipico pesce solitario a volte non risparmia nemmeno i suoi consimili. Tuttavia può superare anche lunghi digiuni. E, se già sazio o in fase di digestione, può rimanere immobile con il corpo inclinato lasciandosi sfiorare da branchi di pesci; questi si allontanano immediatamente quando invece il luccio assume la posizione orizzontale e ravviva lo sguardo.

Riproduzione
La riproduzione avviene nel periodo tardo invernale e primaverile; i riproduttori compiono spostamenti portandosi dalle zone più profonde dei corsi d'acqua principali e dei laghi verso corsi d'acqua secondari, prediligendo risorgive o piccoli canali poco profondi, ricchi di vegetazione acquatica. La migrazione preriproduttiva avviene tra dicembre e febbraio ed interessa tratti modesti dei corsi d'acqua (Gandolfi et al., 1991). Il numero di uova deposte varia da circa 10.000 ad oltre 100.000, a seconda della taglia dell'animale. Le uova, di dimensioni comprese tra i 2,5 ed i 3 mm, sono adesive e vengono deposte dalla femmina sulla vegetazione di fondo. Il periodo di incubazione è di 120 gradi giorno (Forneris, 1989). La specie non applica cure parentali. L'alimentazione è carnivora ed è costituita principalmente da pesci e, per quanto riguarda gli esemplari giovani, anche di macroinvertebrati bentonici (Gandolfi et al., 1991). La dieta può essere integrata, negli adulti, da crostacei e da prede voluminose quali piccoli uccelli e micromammiferi.
 


Distribuzione
Esox lucius è una specie ad ampia distribuzione europea, asiatica e nord americana. In Europa è diffusa originariamente su tutto il continente, ad eccezione della Norvegia, della Spagna, della parte occidentale della penisola balcanica e dell'Italia peninsulare ed insulare. In Italia la specie è originariamente presente nell'Italia settentrionale e centrale, fino al Lazio ed all'Abruzzo. Tuttavia è stata introdotta anche in bacini e corsi d'acqua peninsulari ed insulari ai fini della pesca (Tortonese, 1975; Alessio e Gandolfi, 1983, Gandolfi et al., 1991). Il luccio risulta in declino in tutto il suo originario areale di distribuzione, a causa delle modificazioni degli ambienti ed in particolare di quelli in cui avviene la riproduzione. Le popolazioni di luccio presenti in Italia sono in fase di contrazione progressiva e costante, come dimostra la diminuzione della quantità del pescato in alcuni laghi. Indubbiamente parte della responsabilità del declino di questa specie deve essere attribuita all'eccessivo sforzo di pesca, ma sembrano essere soprattutto la riduzione delle aree litoranee a canneto o con vegetazione acquatica ed in parte l'aumento del grado di trofia dei laghi i maggiori responsabili della diminuzione della specie. Nei corsi d'acqua la minaccia principale è costituita dalla scomparsa delle zone di lanca e di risorgiva laterali, idonee per la riproduzione e lo svezzamento delle fasi giovanili, dalla cementificazione e dalla banalizzazione degli habitat, dall'uso di pesticidi e fertilizzanti chimici, dagli inquinamenti organici, dalla pesca dilettantistica e dall'immissione di specie ittiche concorrenti quali il black bass, il lucioperca ed il siluro europeo. In provincia di Torino la distribuzione del luccio risulta, come altrove, condizionata da quanto sopra esposto. La specie risulta ovunque poco abbondante ed in decremento in tutte le aree elettive; le popolazioni sono poco strutturate. Attualmente è presente in tutta l'asta del Po, nei tratti terminali dei suoi affluenti ed in alcune rogge e canali in comunicazione con essi.

MINIMAMENTE

Sassifraghe ombrose le nostre anime, avvolte in un involucro alimentare

 

 

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