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Pensieri Sparsi

Siamo sempre bambini emozionati, tanto ci basta

Pensieri Sparsi

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Come al solito, nonostante tanti anni di pesca, la notte precedente all’uscita non era come tutte le altre. Siamo sempre bambini emozionati, tanto ci basta. E’ mattina da poco mentre mi infilo i waders e sento già il rumore del torrente, l’aria è frizzante, l’erba umida, non tutta per fortuna.
Il gilet, la canna, una manciata di rotanti e l’uomo si trasforma. Ancestrali sapori di caccia, l’acqua è sempre più vicina, ora bisogna avanzare adagio. A carponi, silenziosamente, raggiungo la sponda, solo i rumori della natura, sempre accucciato faccio sfilare il cimino della canna dai rovi, il rotante ondeggia ad un palmo dall’ acqua. Un colpo di polso e vola verso monte, passa sotto un ramo, tocca la superficie, un giro di manovella e subito i muscoli della mano e del braccio si tendono sotto un vibrante attacco. La prima regina del giorno è li che combatte tra la corrente. Solo dopo ti rendi conto che in quei momenti il mondo, il tempo, il quotidiano si erano fermati. Niente esiste più, solo un emozione difficile da descrivere. Lotta breve, intensa, ricca di sapori. La rimetto in acqua, quasi incredula stenta a ripartire, la osservo, quasi 50 cm di muscoli, sento il fragore dell’acqua, gli uccelli, qualcosa si muove tra le foglie, forse un roditore o un serpentello. Mi sfilo dal tunnel di rami e rovi delicatamente, a cercare un'altra posizione, cammino quasi piegato, evito di mandare l’ombra nel torrente, sto attento dove metto i piedi. Sto per ripetere l’operazione più avanti, non sento più gli uccelli, non avverto nessun fruscio tra i rami, solo il rumore dell’acqua, strano! Mi affaccio come farebbe un cervo prima di bere! Cazzo!!! Piantato in mezzo al fiume un moschista che fa ruotare la sua coda come un lazo da rodeo. Sta li, nel suo, ammettiamolo, look da copertina. Sembra un palo nel nulla. Che senso a stare piantati nell’acqua cristallina, roteare la mosca, spaventare mezzo mondo animale? Le trote, dal canto loro, sono ben felici di essere state avvisate per tempo, a parte un minuscolo avannotto che, ancora poco smaliziato, ha ceduto alle sue lusinghe.
Percorre qualche metro avanti, trascinando bene i piedi, e ricomincia a ruoteare la sua bella n° 4.
Mi faccio vedere, mi guarda e dice: “solo piccole…”! Gli rispondo:”neanche cantano gli uccelli!”.
Probabilmente non ha capito ma con quel suo bel cappello faceva un figurone.
 
Siamo in Italia, mica nel film di Robert Redford. Sento troppo spesso i cari moschisti parlare male di noi cacciatori a spinning, ho colto l’occasione del sito per dire la mia. Vi assicuro che l’episodio di cui sopra accade regolarmente in fiumi come il Nera e simili. Vorrei una volta per tutte sfatare anche il mito che noi procuriamo più danni agli amici pesci. Di solito le nostre esche sono in movimento, risulta un po’ difficile agganciarle oltre le labbra, il momento della slamatura e del rilascio dipende dalla cultura di ognuno di noi, non certo dalla tecnica di pesca. La pesca a spinning è più silenziosa, meno invasiva, per forza di cose. Non dobbiamo far sapere prima al cielo che stiamo per lanciare. Non siamo eleganti come loro, per forza, noi strisciamo lungo le sponde mica andiamo ad una sfilata di moda. Nonostante tutto certi pregiudizi sono duri a morire. Vorrei sottolineare che il momento più traumatico per un pesce è la fase della slamatura, bagnarsi bene le mani per portarle ad una temperatura che non danneggi l’animale, ricordiamoci che di solito vivono in acque intorno ai 8-15 gradi, evitiamo così anche di trasmettergli i nostri funghi patogeni. I combattimenti devono essere rapidi, l’acido lattico può ucciderli. Appunto, di solito quanto dura un combattimento con un finale da mosca??? Se tutto questo è stato fatto con le dovute precauzioni non è certo l’ancoretta piantata in bocca a preoccuparci, meglio l’amo comunque. Immaginate una trota o un luccio o qualunque predatore che afferra un pesce od un crostaceo, lo sgranocchia e lo ingoia. Provate a farlo voi! Evidentemente il sistema nervoso è completamente diverso dal nostro e localizzato in maniera diversa.
La discussione è lanciata, noi siamo pescatori a spinning e vorremmo che la cultura settaria, come in tutti campi, finisca. Basta con le riserve dedicate solo ai moschisti, diffondiamo cultura facendo valere la verità.

MINIMAMENTE

Sassifraghe ombrose le nostre anime, avvolte in un involucro alimentare

 

 

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18 Giugno 2016
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